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Storia

Churchill Democrazia

by IsilanAllea

All’inizio della guerra Churchill non era molto amato in parlamento a Londra e doveva subirsi le urla dei colleghi che l’invitavano a tornarsene a casa, ma quando le divisioni germaniche dilagarono per l’Europa e Stalin firmò con Hitler un patto per dividersi la Polonia ,re Giorgio VI comprese che la situazione stava degenerando. Del vecchio Winny conosceva la fermezza e l’ostinazione da vecchio mastino che aveva una grande stima di se stesso, tanto che qualcuno l’aveva sentito dire la Gran Bretagna ha un cuore da leone, ed io sono il suo ruggito. Giorgio VI comprese che Winny era l’unica persona alla quale poteva affidare l’Inghilterra. Churchill aveva 65 anni, accettò la sfida concentrando nelle sue mani il ruolo di primo ministro e quello di ministro della difesa. Poche ore prima che Churchill spiegasse al popolo il suo programma, un sommergibile tedesco aveva affondato in pochi minuti in una sicura baia inglese, la corazzata Royal Oak con tutto l’equipaggio. Churchill, parlando dal parlamento ebbe l’onestà di riconoscere la superiorità dei tedeschi e di congratularsi con il comandante del loro sommergibile. Agli inglesi disse poche parole: i tedeschi sono forti, per vincerli dovremmo essere ancora più forti, io posso offrirvi soltanto sangue, sofferenze,sudore e lacrime ma vinceremo ed alzò la mano destra formando con le dita la famosa V. Quando alla conferenza si parlò del Premio Nobel per la letteratura tutti furono d’accordo che il Nobel l’aveva ricevuto non per i sei volumi che aveva scritto, ma per quello che aveva fatto salvando l’Europa.Alla fine chiesero a Churchill quale era secondo lui il migliore sistema per governare un paese. Rispose che il classico che amava di più era Aristotele il quale faceva un ragionamento molto semplice da lui definito sillogismo Se A =B e B=C, anche A=C, il che voleva dire che se la democrazia era basata sulla maggioranza e la maggioranza era ignorante, si doveva dedurre che la democrazia si basava sull’ignoranza della gente, per cui la democrazia era sicuramente la peggiore forma di governo, ma non ne conosceva altre. Con questa facezia terminò l’intervista. Lasciammo la sala per ultimi e Johanna si avvicinò a Churchill per salutarlo e presentarmi. Pensando a Dresda mi venne quasi la voglia di mandarlo al diavolo perché nel febbraio del 1945, mentre l’Armata Rossa avanzava verso Berlino, violentando brutalmente e uccidendo le donne e strangolando i bambini e gli anziani, valanghe di profughi tentavano con ogni mezzo di sfuggire all’Armata Rossa, mescolandosi con i reparti della Wehrmacht in ritirata, decimati dal freddo terribile, dalla fame e dalla disperazione, Churchill aveva pensato di aiutare l’alleato sovietico bloccando quella marea in fuga per facilitare la loro avanzata e non trovò nulla di meglio che invitare il Maresciallo dell’Aria Harris, detto il macellaio, a studiare qualcosa per bloccare i tedeschi in fuga dalla Slesia verso Berlino. Harris scelse come obbiettivo Dresda, un gioiello dell’arte, priva di qualsiasi importanza militare, ma con le strade che si stavano intasando di profughi. Alle ore 22 del 13 febbraio 1945 224 bombardieri inglesi Lancester sganciarono il loro carico di bombe dirompenti ed incendiarie, seguiti tre ore dopo da una seconda ondata di 529 bombardieri e all’alba da decine di fortezze volanti americane, uccidendo e bruciando vivi mezzo milione di inermi civili, una delle infamie più scellerate e inutili della seconda guerra mondiale. Quando il Maresciallo Harris, parlando con Churchill, si dimostrò piuttosto perplesso per quello che aveva fatto, Churchill gli rispose: personalmente i suoi sentimentalismi non mi toccano. Quando ci avvicinammo a Churchill prima di andarcene, avrei preferito non salutarlo, ma mi ricordai dell’infernale macchinetta Ultra che gli aveva permesso di vincere la storia della guerra decodificando tutti i nostri messaggi, mi ricordai soprattutto che, pur di non perdere questo prezioso aiuto, aveva permesso ai tedeschi di distruggere la città di Coventry. Allora mi fu chiaro perchè re Giorgio aveva scelto Churchill per salvare l’Inghilterra e sconfiggere Hitler, perchè solo un uomo duro e gelido come lui poteva farlo, con i sentimentalismi purtroppo non si vincono le guerre.Churchill si ricordava la giovane giornalista che l’aveva intervistato tre anni prima e parlarono per qualche minuto poi borbottò qualcosa verso di me afferrandomi la mano che gli porgevo. Una volta in strada, Johanna mi indicò un antico palazzo barocco in Hyde Park Gate, a due passi dal Sheraton, e mi disse che W. Churchill abitava lì da sempre.
Questo era l’uomo che si definiva il ruggito dell’Inghilterra, l’uomo che aveva salvato l’Europa dal nazismo, comunque mi sembra di avere capito che, come Aristotele, non amava molto la democrazia.

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