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Analisi Strategica degli atti terroristici (strategic analysis of the terrorist actions )

ll terrorismo si prefigge di provocare effetti psicologici tendenti a sgomentare l’avversario, infervorare il proprio partito, allargare il consenso della opinione pubblica alla causa propugnata.
Tutti i tipi di conflitto, simmetrici, asimmetrici, sociali, criminali, religiosi, ricorrono, chi più chi meno, a forme di lotta terroristiche.

“La guerra è lo scontro tra volontà contrapposte” (Clausewitz, “della Guerra”), ne deriva che, Il fine ultimo di qualsiasi conflitto è quello di imporre la propria volontà sia per sottomettere, sia per non farsi sottomettere. Il terrorismo, forma particolare di guerra, tende a piegare la volontà avversaria costringendolo a vivere in una immanemte ed imprevedibile situazione di pericolo mortale.

Vincere un conflitto è piegare la volontà contrapposta ed imporre la propria. La ricerca della vittoria può riguardare o la conquista del territorio (o conservazione del controllo), anche attraverso la completa distruzione della parte umana avversa (genocidio, distruzione di gruppi etnici, sociali, religiosi, criminali, politici, ideologici…) o la sottomissione ai propri fini dell’elemento umano dell’entità avversa. In sintesi, il fine ultimo lo si raggiunge indebolendo o annullando la volontà dell’avversario, rafforzando. guadagnando alla propria causa gli inecisi e gli agnostici. ext.
Il terrorismo si può esprimere con una vasta gamma d’azioni:
-Provocare distruzioni e sofferenze fisiche e morali ad intere popolazioni o gruppi sociali (bombardamento a tappeto di città, impiego d’armi di distruzione di massa (NBC, nucleari, biologiche e chimiche), danneggiamento grave o distruzione delle risorse ambientali con guerra detta per l’appunto, ambientale ( distruzione di raccolti, foreste, delle sorgenti e serbatoi d’acqua potabile. Provocazione d’inondazioni, incendi, terremoti, , inquinamenti ambientali, paralisi dei trasporti aerei con nebbie artificiali…);
-Torturare e uccidere in maniera efferata e raccapricciante individui o gruppi di persone limitati nel numero che li compongono per conservare la loro individualità evitando che siano percepiti come masse anonime (un bambino che muore in un incendio è una tragedia; centomila persone perite per un uragano è semplicemente una notizia).
Errori gravi del terrorismo sono dovuti alla sottovalutazione della resistenza psicologica dell’avversario ed alla sua capacità di superare la “soglia del dolore”.

Occorre tener ben presente che il terrorismo tende a sottrarre il consenso ai leader facendo ricadere su di loro la responsabilità obiettiva degli atti terroristici, tendendo a far percepire ala pubblica opinione, che gli stessi leader hanno provocato e provocano la disperata reazione degli oppositori/avversari/nemici.

Il terrorismo è, quindi, forma di guerra psicologica in cui la rappresentazione della realtà, distorta artefattamente, e la diffusione delle informazioni assumono importanza preminente.
Il terrorismo tende ad amplificare la diffusione delle notizie che riguardano la propria lotta. Chi l’avversa ostacola la diffusione delle informazioni del terrore o n’amplifica ad arte gli aspetti boomerang.
Terrorismo ed antiterrorismo si fronteggiano su di un piano scientifico-artistico della comunicazione e, di conseguenza, dell’impiego dei Mass Media che assurgono ad arma strategica.

Il terrorismo islamico sta commettendo errori gravissimi. Mentre compatta il fronte interno integralista, rinvigorisce la volontà avversa che, tangibilmente, grazie alla gestione scientifica della diffusione delle notizie, rafforza le dicotomie tra efferatezza e mite incolpevolezza delle vittime.
Nell’ultimo caso, decapitazione di Kim Sun-il, la commovente richiesta di pietà della vittima ed il suo aspetto gracile, inoffensivo ed umano, il suo lavoro (interprete) assolutamente amilitare stanno creando sentimenti di incondizionata condanna dell’ingiustificato, raccapricciante e barbaro assassinio.

Questi aspetti non intaccano l’antiamericanismo viscerale che fa ricadere sull’America e sui governi Alleati la responsabilità dell’efferato atto terroristico.

L’uomo, si sa, si fa convincere di ciò di cui è già convinto. Resta l’opportunità, per i terroristi, di seguire il dettato delle Brigate Rosse “colpirne uno per educarne cento, mille..” evitando di trucidare coloro che non hanno alcuna responsabilità della politica del nemico. Il mondo Occidentale filo-americano non s’illuda di recuperare al proprio partito i nemici dell’America e dell’Occidente. Essi sono il frutto della guerra fredda, della formazione ricevuta in famiglia per l’odio contro gli Americani ed il mondo della libertà e del benessere e come, i nostalgici del fascismo e del nazismo, scompariranno nel fiume della Storia che li sta travolgendo

Questa verità è ben conosciuta dalla maggior parte dei leader antiamericani che preferiscono
Sacrificare la coerenza al voto.

Il terrorismo va sconfitto sul piano della guerra psicologica. La ricostruzione dell’Iraq ed il suo guadagno alla democrazia, per essere un successo, devono avvenire in visione politica.